Evan Peters parla di The Lazarus Effect e di…

Nuovo arrivo all’interno dei teatri è il film The Lazarus Effect. Il film segue le vicende di alcuni ricercatori scentifici che studiano come allungare la vita di pazienti in fase terminale (ovvero vicino alla morte). Quando uno dei membri del team (Olivia Wilde) viene tragicalmente uccisa durante un esperimento, il resto del gruppo fa l’impensabile e la riporta indietro dal “regno” dei morti. Come in tutte le storie inspirate a Frankenstein, tentare di sostituire Dio ha sempre le sue conseguenze NEGATIVE, e la donna che hanno riportato in vita non è la donna che loro conoscevano. Diretto da David Gelb (Jiro Dreams of Sushi), il cast del film comprende anche stars come Mark Duplass, Evan Peters, Donald Glover, e Sarah Bolger.

Recentemente mi sono seduto a chiaccherare coThe Lazarus Effect POSTERn Evan Peters, per avere qualche anteprima e per sapere qualcosa di più riguardo questo film. Abbiamo parlato di cosa lo ha attirato di The Lazarus Effect, come la storia di Gelb come documentarista si riflette nella sua direzione, e le interessanti idee esplorate all’interno del film. Lui ci ha anche parlato di American Horror Story, ci ha spiegato perchè lui lavorerebbe per sempre con Ryan Murphy, e ci ha anche raccontato qualcosa sul suo nuovo film X-Men: Apocalypse.

INTERVISTATORE: Quando avete girato questo film?
EVAN: Non l’anno scorso, ma l’anno prima. A luglio, almeno credo.

INTERVISTATORE: Wow, è passato un bel po’ di tempo. E non è strano per te fare un giro nel passato e avere questa specie di pressione da parte dei media quando così tanto tempo è passato dalla registrazione di questo film?
EVAN: [Risate] Si.

INTERVISTATORE:  Dato che le riprese del film sono state molto tempo fa, qual’è il ricordo più memorabile diciamo che hai dal set del film?
EVAN: Mi è piaciuto lavorare col cane. E’ stato davvero divertente lavorare con lui, perchè loro mi hanno sempre detto che io non ero supposto per lavorare con i bambini e i cani e ho solo pensato che sarebbe stato davvero divertente provare a far abbaiare questo cane su mio comando ma anche a farlo apparire spaventato e a farlo stare fermo. Io personalmente non ho mai lavorato così tanto con un cane prima d’ora. E’ stato davvero interessante nel vedere tutti provare a fargli fare quello che volevano fargli fare.

INTERVISTATORE:  E’ stato così difficile come tutti dicono?
EVAN: E’ stato difficile. E’ stato un buon cane, non fraintendermi, ma si, può essere difficile.

INTERVISTATORE:  La sceneggiatura ha veramente delle interessanti idee, che cosa ti ha incuriosito del film?
EVAN: Si, esatto. Mi è piaciuta l’idea di riportare indietro qualcuno dal “regno” dei morti. Io AMO Frankenstein, e vedere cosa succede dopo che una persona è stata resuscita per così dire. E’ interessante questa scena nel quale lei ritorna da un posto orribile e riportandola indietro, con lei si porta alla realtà quell’inferno che probabilmente non era supposto di tornare. E amo i film fantascientifici.
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INTERVISTATORE:  Vi hanno incoraggiato a dare un’occhiata a casi di resurrezione avvenuti nella realtà e a cosa gli scienziati stanno cercando di fare a proposito di ciò?
EVAN: Si, abbiamo dato uno sguardo ad alcune cose online e è stato interessante il fatto che loro prolungino il tempo dopo che qualcuno muore così da poter essere resuscitato con successo. Io non penso che loro siano al punto dove qualcuno morto da mesia possa essere resuscitato, ma si stanno rendendo veramente bravu a prolungare quel periodo di tempo per riportare qualcuno in vita.

INTERVISTATORE:  E ovviamente la tradizione di Frankestein fa la domanda che fa anche il vostro film, dovremmo fare queste cose?
EVAN: Si, dovremmo fare queste cose? La mia opinione sul fatto di prolungare la morte per salvare la vita di qualcuno è una cosa fantastica. Penso sia una cosa importante e figa da fare, ma penso che quando qualcuno muore nel caso di Frankestein, lui se ne è andato per un po’, è un po’ spaventoso provare a riportarli indietro dalla morte. Penso che il personaggio di Olivia si faccia delle domande: Lui voleva tornare indietro dal regno dei morti? Dov’era prima di tornare in vita? Io penso che queste siano importanti domande da farsi.

INTERVISTATORE:  Blumhouse ha veramente una maniera specifica di lavorare ed è brillante, ma quelle riprese possono essere veloci ed intense.
EVAN: Yes

INTERVISTATORE:  Com’è stato per voi?
EVAN: E’ stato veloce ed intenso e con un basso budget per noi attori. Ma abbiamo fatto il possibile e penso che sia uscito un film fantastico. E’ stato difficile ai tempi, ma penso che sua stato molto bello lavorare con il minimo indispensabile. Noi non siamo stati pagati tantissimo e non abbiamo speso molto, ci sono state un sacco di scorciatoie e trucchi per la pellicola che neanche io conoscevo prima di questa esperienza. Quindi è stato figo vedere che cio stava succedendo e sapere che puoi fare un film per un cifra a così buon mercato.

INTERVISTATORE:  Il tuo direttore David Gelb, prima di fare questo film ha girato un documentario chiamato Jiro Dreams of Sushi.
EVAN: Si!

INTERVISTATORE:  C’era qualcosa di particolare che ricordava lo stile da documentarista nella maniera in cui dirigeva le riprese?
EVAN: Lui ha molte cose che ricordano il suo precedente passato da documentarista, ha fatto veramente delle ottime riprese in questo film – come ha fatto in Jiro Dreams of Sushi. E’ figo vedere le riprese in questa maniera. Ci sono molti bei filmati in corridoio che sono veramente INQUIETANTI, ci sono alcune messe a fuoco del siero quando loro lo attivano.  E’ stato un colpo a macchia di petrolio, e penso che esso sia lo stile di David. Lui ha un buon occhio e io penso che lui abbia fatto un ottimo lavoro nel dirigere gli attori. Lui ha iniziato col fare documentari a dirigere attori e penso che abbia fatto proprio un bel lavoro.

INTERVISTATORE:  Qualcos’altro che è davvero figo approposito di The Lazarus Effect è che è un film completo, del quale non se ne vedono molti nel campo horror. Ci sono delle traccie ovviamente, ma voi attori avete condiviso davvero tanto nel film. Vi è piaciuto lavorare insieme?
EVAN: A me piace lavorare insieme ad altri, è divertente fare uno “sforzo” di gruppo. E’ divertente lavorare con tanti attori e io credo che la storia possa spostarsi in zone diverse e tante persone posso trovare personaggi differenti con cui relazionarsi. Mi piace, penso sia molto più divertente.Screeen TLE

INTERVISTATORE:  Penso che tu abbia molta esperienza con il lavoro di gruppo dai tuoi quattro anni all’interno del cast di American Horror Story. Sembri essere davvero innamorato di quello show.
EVAN: Si lo amo. Lo amo veramente. Amo Ryan Murphy e Brad Falchuck, tutti gli scrittori dello show, i direttori e il cast. E’ uno show molto interessante perchè ogni stagione è differente da quella precedente e anche perchè Ryan e gli scrittori creano cose sempre più strane. Cose che mi piacciono. Mi piace davvero tanto quando le situazioni si fanno strane o si hanno situazioni veramente pazze all’interno dei film, io penso che sia figo vedere qualcosa di molto confusionario che ti sconvolga le idee, quindi sono molto felice di lavorare con loro.

INTERVISTATORE:  Per quanto a lungo sei disposto a lavorare con questi ragazzi?
EVAN: Per sempre. Io vorrei lavorare con loro per la mia intera carriera. Io amo lavorare con loro. Io penso che facciano fare agli attori delle cose veramente fighe, sono molto creativi e quindi è così divertente creare qualcosa con loro sul set che lo farei per sempre.

INTERVISTATORE:  Devo farti la domanda sugli X-Men. Lo so che sei ancora in pre-produzione, ma vedendo quanto favorevolmente i fan abbiano risposto all’apparizione di Quicksilver in Giorni di un Futuro Passato, avrai un ruolo più esteso in Apocalypse?
EVAN: Non ne sono sicuro, non ho ancora visto la sceneggiatura. Mi piacerebbe però, quindi dita incrociate.Evan eating a hamb+

INTERVISTATORE:  Tu sai quando tornerai in Montreal? E’ stato riportato che ricomincieranno in aprile.
EVAN: Si, penso ad aprile.

INTERVISTATORE:  Ti hanno detto per quanto tempo sei stato assunto sul set?
EVAN: No, non ne ho idea. Sono in un’attesa ansiosa. [risate]

INTERVISTATORE:  Che cos’altro sta succedendo nella tua carriera per il quale tu sei eccitato?
EVAN: Niente. Mi sto solo diciamo riposando per il momento. Sto lavorando alla mia casa, mi sto organizzando e mi sto preparando per tornare a lavorare in aprile.